Firenze senza turisti ritornerà ai fiorentini?

Il turismo di massa ha tolto ai fiorentini la loro città, rilegandoli alla periferia ed ora che non arrivano flussi di stranieri si moltiplicano inviti ai residenti delle zone limitrofe a dare linfa vitale esercizi commerciali del centro. Rinascita o risorsa temporanea?

giglio di Firenze

Da un articolo pubblicato sul sito Firenze Today:
Coronavirus: Firenze, turista addio. La previsione choc: -80% nel 2020
„Le presenze turistiche nell’area metropolitana di Firenze nel 2020, per effetto dell’emergenza Coronavirus, subiranno un calo compreso in una forbice fra il 67,2% e l’83,5% di pernottamenti in meno rispetto ai 15,8 milioni del 2019.“

La situazione ricorda la scena di “Amici Miei II°atto” di Monicelli in cui il Perozzi, il Melandri, il Conte Mascetti ed il Professor Sassaroli guardano Firenze alluvionata dal Piazzale Michelangelo e raccontano dei danni subiti: il cuore della città con il suo patrimonio si erge dalle acque e dal fango mentre tocca ai fiorentini tirarsi su le maniche per tornare alla vita, per quanto dura possa essere.

Ieri ho approfittato del tempo incerto e delle vacanze scolastiche per portare i miei figli in centro a Firenze, per conoscere ed apprezzare la loro città, girando per strade semideserte e sono stata pervasa da due sentimenti contrastanti:

  • finalmente posso godermi la mia città senza folla e code, tanto che passeggiare per piazza San Lorenzo, piazza Duomo e Piazza Signoria è stato piacevole e rilassante ammirando gli edifici unici del centro, tanto da visitare dopo decenni le Cappelle Medicee senza fare coda, quasi fosse una visita privata da VIP!
  • strade sgombre, negozi chiusi o vuoti, con commercianti e commessi davanti alla porta con aria apatica e arresa, ristoranti senza clienti ed alberghi di alta categoria con portoni serrati. Ci siamo svenduti così tanto da legare l’esistenza di tante attività ai flussi stranieri, inclusi studenti fuori sede che frequentano l’ateneo fiorentino: che tristezza.

Per molto tempo la culla del rinascimento è stata sfruttata e depredata della sua identità per allinearsi agli stereotipi di tante capitali europee prese d’assalto, soprattutto in termini di scadenti negozi di souvenirs, catene di fastfood, abbigliamento e minimarket che non rendono niente alla città, in quanto nella maggior parte dei casi sono gestiti da aziende e imprenditori stranieri che portano all’estero i proventi.

Uno sguardo alla città

Nel centro storico che va da Santa Maria Novella a Santa Croce ormai i residenti fiorentini sono pochissimi, tra alberghi, bed & breakfast ed appartamenti affittati a turisti o studenti universitari di strutture private ce ne sono poche, per non parlare dei prezzi degli immobili irraggiungibili per i “comuni mortali”. A cui di certo piacerebbe vivere gomito a gomito con le opere del Vasari o di Michelangelo.

L‘Oltrarno, quartiere della riva sud dell’Arno, è l’unico che ancora preserva qualche residuo di identità e parlata fiorentina” strascicata, con i vicoli in cui artigiani portano avanti i mestieri tradizionali per amore della tradizione nelle loro botteghe polverose. Ma la “vecchia” generazione non sarà eterna e mancano gli apprendisti. Agli occhi dei giovani fare l’apprendista in bottega per imparare un mestiere antico e non facile ma che può dare grandi soddisfazioni, non è di tendenza.

Lo sfruttamento esagerato del turismo di massa ha portato alla distruzione del tessuto sociale del centro storico di Firenze, togliendo agli abitanti locali dei punti di ritrovo e dei servizi adeguati alle necessità di chi vive quotidianamente lungo le rive dell’Arno: non servono altri immobili di lusso, ma più sicurezza, servizi alle famiglie etc.

dante canto paradiso firenze

Diamo la parola ai fiorentini

I fiorentini, sempre pronti a ironizzare su tutto ed a non prendersi troppo sul serio.
Ritorneranno nel cuore della loro città per rigenerarne il carattere, ma si aspettano di trovare un’accoglienza sincera e non da “tappabuchi”: godersi una bistecca alla fiorentina come da tradizione oppure un buon lampredotto all’ombra della cupola del Brunelleschi non hanno rivali, ma vanno fatti bene ed accompagnati da un buon chianti ed un prezzo finale non esagerato.

Ricordiamoci che siamo tutti messi a dura prova dalla crisi dovuta dal COVID-19, ma tutti dipendiamo da un posto di lavoro e viviamo nella stessa realtà economica, quindi dobbiamo collaborare fianco a fianco per restituire Firenze ai fiorentini: accogliere i turisti nella nostra splendida città non deve precludere una buona qualità di vita e soprattutto la presenza dei fiorentini in centro.

E’ compito della politica locale regolamentare e supportare il cambio di marcia che dobbiamo affrontare per il bene della nostra città, senza pensare al mero interesse economico ed elettorale: è stato inutile adoperarsi per le riaperture anticipate delle attività dopo il lockdown se non ci sono utenti, che da ora in poi non devono più essere solo gli stranieri ma in buona parte noi fiorentini e toscani!

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